04/09/2006

...senza parole...

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26/08/2006

Ritorno

Cartolina dall'Etna in compagnia della bionda salentina G.M.P.R., meglio conosciuta come "Giorgia". Un abbraccio a tutti!

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Direttamente da Cuba

Nuovi arrivati in casa Andre! Ecco a voi Ernesto e Raùl!

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12/05/2006

Popetown

Dopo essermi bruciato la scorsa settimana un intero pomeriggio guardando in diretta assieme alla mia nonna (a proposito TANTI AUGURI!!!) l'imperdibile anniversario delle guardie svizzere, sono venuto a conoscenza tramite sito del Corriere di questo cartone animato satirico andato in onda sulla Mtv tedesca...lascio a voi scoprire i protagonisti...

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Episodio II

Gira e rigira siam sempre qua...bravi e complimenti...ma quanto sarebbe stata bella (la Coppa) con due begli orecchi ed un gran pancione...

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03/05/2006

...Piccola...Dolce...Unica...

Grace, she takes the blame
She covers the shame
Removes the stain
It could be her name

Grace, it's the name for a girl
It's also a thought that changed the world
And when she walks on the street
You can hear the strings
Grace finds goodness in everything

Grace, she's got the walk
Not on a ramp or on chalk
She's got the time to talk
She travels outside of karma
She travels outside of karma
When she goes to work
You can hear her strings
Grace finds beauty in everything

Grace, she carries a world on her hips
No champagne flute for her lips
No twirls or skips between her fingertips
She carries a pearl in perfect condition

What once was hurt
What once was friction
What left a mark
No longer stings
Because Grace makes beauty
Out of ugly things

Grace makes beauty out of ugly things

("Grace", U2)

25/04/2006

Memoria

Un felice giorno della Liberazione a TUTTI gli italiani...

19/04/2006

Riflessione pasquale

Ora mi prenderete per pazzo, lo so…

Avete mai osservato quanto sia unico il modo in cui le prime gocce di un temporale primaverile si infrangono contro un parabrezza appena tirato a lucido?

Io lo trovo decisamente incredibile.

Sì, insomma, è una di quelle cose tali per cui la vita e tutto ciò che ti scivola intorno si arresta per un attimo e i riflettori di tutta l’esistenza si soffermano lì, sopra quel piccolo punto trasparente bagnato da quella insignificante goccia di acqua.

Cercherò di spiegarmi meglio contestualizzando questa esperienza.

Il momento è uno dei tipici meriggi di aprile: velocità costante, finestrini semiaperti, aria fresca, cielo plumbeo in vista della pioggia, tuoni in lontananza ma neanche un lampo, frasche scosse dal vento così come l’erba alta ai margini di una carreggiata poco trafficata.

Lo stato d’animo è il solito del dopo festività: stomaco pieno, cervello vuoto e noia galoppante che bussa alle porte della tua percezione.

Poi, d’improvviso, ecco le prime gocce, dapprima rade, poi via via sempre più numerose fino a costringerti a dare il primo, disarmonico colpo di tergicristallo.

Ma proprio pochi attimi prima questo terribile atto, distruttore materiale di ogni labile equilibrio onirico ecco il momento…plick…

Una goccia, la più piccola, inutile, tersa, magnifica goccia d’acqua ti si paventa lì davanti, in tutta la sua fragilità. Sembra una stella appena esplosa, una di quelle nebulose tanto studiate col telescopio: il tutto si riassume in una piccola sfera levigata dal vento che scorre sul vetro liscio.

A questa ne segue un’altra, ed un’altra ancora ed è proprio in quella frazione di tempo, prima dell’intervento della spazzola, che senti quella sensazione di essere parte di un qualcosa di grande ed allo stesso tempo unità composta di infinite di quelle stesse parti…

…boh…non so se mi sono spiegato…

Io ve l’avevo detto che mi avreste preso per pazzo…

THE RETURN OF THE JEDI

...in questo nuovo clima di libertà...

...sconfitto ogni tipo di virus...

...SONO TORNATO...

bzzz bzzz (rumore di spada laser)

12/12/2005

Il Panettone di Carletto e Bobo...

Ingredienti:Farina 350 grammi, burro 120 gr, zucchero 80 gr, lievito 60 gr, uvetta sultanina 100gr, canditi (arancia e cedro) 60 gr, 4 uova e un pizzico di sale
Preparazione: sciogliere il lievito di birra in 1/2 dito d'acqua tiepida, impastare il lievito disciolto con 100 gr di farina, praticare un taglio a croce sul panetto e lasciare lievitare per circa 20/25 minuti avvolta in un panno di lana.
Riprendere il panetto e impastarlo con 125 gr di farina e 2/3 cucchiai di acqua tiepida.
Rimettere a lievitare la pasta avvolta nel panno fino a che non avra' raddoppiato il proprio volume.
Tagliare a dadini la frutta candita
Mettere a bagno l'uvetta per 15 minuti, poi asciugarla.
Fare sciogliere lo zucchero diluito in 1 dito d'acqua.
Unire allo sciroppo, sbattendo con una frusta, i 4 tuorli d'uovo e circa meta' di uno degli albumi, quindi mettere a cuocere il tutto a bagnomaria per intiepidire il composto
Sciogliere 90 gr di burro
Unire alla palla lievitata la farina rimasta, la scorza di limone grattugiata, una presa di sale e lo sciroppo tiepido.
Impastare aggiungendo se necessario un po' di acqua tiepida per circa 15 minuti ottenendo una pasta liscia e omogenea
Aggiungere i canditi e l'uvetta, accendere il forno sui 220 gradi.
Lasciare riposare l'impasto per circa 15/20 minuti.
Imburrare un pezzo di carta da forno.
Rivestire con la carta una forma dai bordi alti e porvi l'impasto
Praticare un taglio a croce sull'impasto
Infornare il dolce e lasciarlo cuocere per circa 1 ora
Dopo 10 minuti porre sulla superficie del dolce il rimanente burro.
(Abbassare di qualche grado il forno man mano che la superficie si colora, in modo che non si bruci).

07/12/2005

Cantami o diva...

Sono trascorsi dodici spostamenti della meridiana del mezzodì, ma di un misero bolo alimentare ancora nessuna traccia. Mi affretto quindi, in compagnia di Patroclo, mio inseparabile amico immaginario, ad accorciare la distanza che mi separa dalla mia amata Tessaglia. Ancora due leghe e poi finalmente, scarpe in stalla e piedi al caldo, eccomi finalmente in terra natale.
Ma il Fato non mi è favorevole.
Un rotweiller (si scriverà così?), sicuramente mandato da quella mezza sandaletta di Paride, mi si para innanzi. Vapore e bava escono dalle sue enormi fauci, una semplice candelina di naso si paventa sul mio naso infreddolito. Il tiepido sole dell’Ellade staglia le nostre due ombre lungo la via deserta e gelata. Gli dei, spaparanzati sul monte Olimpo con tanto di pannocchie tostate e fresca ambrosia, hanno deciso che oggi si sarebbe compiuto il mio destino e quello della dinastia dei Pietridi.
In quanto sfidante, spetta alla fiera scegliere con quale arma risolvere la singolar tenzone. Giocando sulle sue caratteristiche e sul fondo umido della mulattiera la bestia opta per il “mordi e fuggi” (io avrei benissimo scelto, confidando nel mio epico piè veloce, il “fuggi e basta”). Ecco dunque che si appresta, arricciando il pelo del suo manto, a far di me cibo per gli uccelli mentre, da par mio, mi calo ulteriormente sulla testa il mio argenteo elmo lanuto.
La mia tattica è semplice: al primo balzo del figlio di Cerbero sacrificherò Patroclo al proprio destino utilizzandolo come scudo (ben conscio di regalargli in questo modo un futuro bagno nelle paludi dello Stige) ma dell’amico, ovviamente, non ne trovo ombra nemmeno immaginandomela.
“Me tapino” sussurro “sento già la voce di Caronte chiedermi il biglietto e la pira ardente scaldarmi il mio eroico deretano…chissà la Sciura Teti quanto piangerà sui brandelli delle mie spoglie”. Chiudo gli occhi e spergiuro Atena, ingiusta dea, quando ecco avvenire il miracolo.
Serse, un vecchio ma testardo gatto persiano, in quel momento attraversa poco avvedutamente l’Ellesponto divenendo così la futura preda del mastino il quale, vedendo il proprio territorio invaso dal barbaro felino, decide di fermarlo prima che oltrepassi il tombino delle Termopili. “Sono salvo!” grido, e facendo un ben poco olimpico gestaccio mi metto in salvo correndo più veloce di quando inseguì, avendo scommesso con quel complessato di Zenone, la sua maledettissima tartaruga dopata.       

16/11/2005

Il nonno di Valiant...

Venerdì sera, CasaGiorgia. Un tale, ebbro di succo alla pesca ed annebbiato dall'alto concentrato di purea in esso presente, mi si avvicina e mi dice "Ti racconto una storia". E via che parte con una di quelle che solitamente nei film di pirati vengono raccontate per invogliarti alla ricerca del tal tesoro...che so, come raggiungere l'isola dove si trova dentiera in acciaio inox di Mario il bucaniere dei Sargassi...In tutta verità, il racconto che stavo ascoltando mi sembrava una minchiata ma c'era qualcosa negli occhi del mio interlocutore che mi faceva credere che un fondo di verità ci fosse. Ebbene, dopo una ricerca internettiana, devo riconoscerlo...belìn! Aveva ragione...  

 


"...non è propriamente un pennuto bene educato, ma forse la sua mancanza di buone maniere può essere imputata al difficile periodo storico in cui è cresciuto e dall'influenza del suo padrone, niente meno che Winston Churchill. Fatto sta che, a 104 anni, il pappagallo amato dallo statista britannico non smette di urlare "Fottete i nazisti, fottete Hitler".
[...] L'uomo che si oppose a Hitler comprò Charlie nel 1937 e cominciò immediatamente ad insegnarle a dire parolacce, di preferenza davanti ad altre persone. [...] Peter Oram l'ha comprato alla morte di Churchill, nel 1965, per tenerlo nel suo negozio di animali. E' bastato poco però per accorgersi che non era il posto adatto per Charlie, che bestemmiava e imprecava come il peggiore dei filibustieri. Non sapendo che fare, davanti a bambini allibiti e mamme che protestavano, Oram ha dunque deciso di portarselo a casa. Da dove il pennuto continua imperterrito ad insultare i nazisti..."

...grande Jacopo...

30/10/2005

Spleen mattutino

Here's a thought for every man

Who tries to understand what is in his hand

He walks along the open road of love and life

Surviving if he can

 

Bound with all the weight of all the words he tried to say

Chained to all the places that he never wished to stay

Bound with all the weight of the words he tried to say

As he faced the sun he cast no shadows

 

As they took his soul they stole his pride

 

As he faced the sun he cast no shadow

24/10/2005

Across the universe

Me li ricordo ancora. Erano due: copertina rossa e copertina blu. La fotografia era sempre la stessa, solo che i quattro erano ritratti prima con delle improponibili zazzere, poi con barbe simili a vegliardi. Stavano tra “I grandi successi di Claudio Baglioni” di mamma (allora con i capelli rossi) e “Il meglio di Celentano” di papà (allora con i capelli). Capitava spesso che, nelle lunghe corse sull’Adriatica per arrivare al mare, se ne infilava una delle due nell’allora introvabile autoradio estraibile Pioneer in tinta con le luci verdine del cruscotto. Io, incapace di stare fermo là dietro nonostante il mal d’auto, mi perdevo tra autogrill e oleandri completamente affascinato da quelle sonorità tanto lontane da “Signora Lia” e “Svalutation”, così non ci misi molto ad arraffare quelle cassette con le mie scheletriche manine.

Passarono gli anni, “Stroberri filts for evar” divenne “Strawberry fields forever” (prima che il dott.Fabrizio Natale mi aprisse le porte della percezione con “Strawberry failds forever”). Venne l’adolescenza e con sé il culto per la chitarra elettrica. Era un rottame di seconda mano, ma era bianco panna come quella di Hendrix a Woodstock…e io sbavavo sia per Hendrix che per Woodstock. Tuttavia, la prima canzone con cui inauguravo le terribili performances acustiche a cui sottoponevo i miei inermi vicini con l’ampli a manetta era sempre “Day Tripper” (o perlomeno qualcosa di simile ad essa). Saltavo e barcollavo per tutta la camera, favorito dal cavo di 10 mt comprato con le mancette di un quinquennio con addosso un’euforia tale che a confronto Pete Townshend era un Ghigo Renzulli qualunque…(…mi scuso con Ghigo, mio eroe delle medie…).

…bam ba ba ba ba bam…ba bam…ba ba bam…sapevo solo quella ma mi sentivo, per dirla alla Cameron Crowe, un dio dorato. Credo di dovere ringraziare George per il primo sentimento di onnipotenza provato in vita mia. Ma fu papà a rovinarmi del tutto. In gioventù bassista della latteria sotto casa e delirante fan dei quattro, impietosito ed esasperato di sentire sempre “Let it be” o “Yesterday” mi portò a casa, rigorosamente fotocopiate (…allora si poteva…) e ordinate con perizia teutonica tutti gli spartiti di tutti gli album…non capì più nulla…tornai in me solo quando arrivò a casa la bolletta dell’Enel.

Trascorsero altri anni ancora. Anni intensi, anni di crescita, in cui cambiarono molte cose. La chitarra comincò a prendere polvere, i cd sostituirono le cassette. Ma loro, i “copertina rossa e i copertina blu” sono ancora lì, stavolta tra “Ziggy Stardust” e “Morrison Hotel”, a debita distanza da “Sticky Fingers” ma vicino a “Pet Sounds”. Sono gli unici fedeli compagni dei miei tanti passaggi di stati d’animo, unici in grado di accompagnarti sempre, di farti andare avanti o di aiutarti a volgerti indietro…un sentimento una canzone…un desiderio una strofa…un’emozione una nota…un attimo una vita…

10/10/2005

Language.Sex.Violence.Other?

Ecco l’altro… Poco traffico, un quarto d’ora di strada, serata tiepida, biglietto gratis grazie a quel buon uomo che ha inventato il ViviMilano, parcheggio davanti all’ingresso, pubblico non certo quello delle grandi occasioni. Occhiali da sole, nuova capigliatura, giubbino di pelle alla Fonzarelli (pollici esclusi), solita bella voce alla Rod Stewart, inaspettata ed alquanto triste base registrata sotto, nuovo batterista (alto come me ma col triplo dei miei muscoli), seconda chitarra appollaiata dietro un marshall grande quanto la mia Ford, qualche stonatura di troppo, un discreto effetto luci e tante, tante chitarre. Giudizio sulla serata: quando si va sul melodico la voce si fa sentire e anche in maniera apprezzabile. Per quanto riguarda i pezzi rock cito la Miri: “hai dieci chitarre lì in bella mostra…cazzo usane almeno una!…”. Guess star: la michetta col salame nostrano a casa Miri…da disco di platino! Tutto sommato…have a nice day…

26/09/2005

Charlie

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Se ne è appena andato un amico.

Il più tenero e semiserio sacco di pelo e pulci che abbia mai conosciuto.

Crebbe con me, ed io con lui.

I ricordi si frammentano nella mia mente come si polverizzavano le mie ciabatte nelle sue fauci.

Era proprio comico quando, come una piccola polpetta sculettante e con la coda a mulinello, si presentò quatto quatto ai miei occhi quel lontano pomeriggio di undici anni fa: gli occhietti smarriti, il nasone iperattivo, un orecchio su e l’altro giù, le zampotte ciccione quali segnali del futuro ingrandimento. 

La prima cosa che fece fu farsela e farmela addosso, come il più classico dei cuccioli, come se con quel gesto volesse esprimere il desiderio di essere accettato, accolto, ben voluto.

Entrato a fare parte della famiglia imparò presto tutte le tecniche sul come, dove e quando romperti l’anima per ottenere qualcosa. Dapprima le coccole e i giochi che gli erano venuti a mancare a causa dell’allontanamento forzato dalla sua mamma e dai fratellini, poi le fette di prosciutto grazie alle quali sarebbe diventato quel ciccone che è sempre stato.

Questo solo chiedeva: coccole e prosciutto. In cambio però ti regalava una felicità immensa, unica, sincera.

Ricordo i vari passaggi del tempo passato insieme. Le mie mosse di lotta libera di cui lui era vittima, le palle di neve con cui lo ricoprivo, le corse al guinzaglio, l’epopea del capodanno, la tremarella dei temporali, le spallate alla porta per entrare d’inverno, i bagni mal sopportati, il semiaffogamento canino giù al canarello…

Il tempo passava, ed entrambi crescevamo, allontanandoci inevitabilmente per poi ritrovarci, la sera, sdraiati insieme davanti alla tele, lui lungo, disteso e russante sul tappeto della sala, ed io raggomitolato e infreddolito sul divano a scaldarmi i piedi senza ormai più lo straccio di una ciabatta.

Divenuto anzianotto perse quel dinamismo che lo aveva sempre caratterizzato, ma ne guadagnò sicuramente in dolcezza e simpatia, soprattutto quando col naso schiarito dall’età bussava al vetro della cucina per poi abbattersi, una volta entrato, sul suo tappeto vicino al frigo pronto per la catalessi notturna.

E poi gli incroci di sguardi alla Spaghetti Western con la Miri, il “dammi la zampa ed io ti do il prosciutto”…

Ciao maledetto puzzone. Ti voglio bene.    

24/09/2005

Saudade salentina

...un mese fa circa...

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16/09/2005

Paura e delirio a Bellagio

Mentre mi aggiravo in compagnia della mia bella per ville e valli in preda alla calura estiva mal mitigata dall’aria alpina e dall’acqua lacustre di quella pacchiana località comense, caddi in preda ad una folle visione.

Nei pressi di un’antica fontanella, un coniglio in doppio petto, monocolo e cipollotto mi aspettatava con in mano due calicetti tintinnanti.

“Ohibò” pensai tra me ed il mio amico immaginario “non sarà mica stato l’arrosto della sciura Borghi a causarmi qualche intoppo?”

“No no” rispose la mia sagace principessa udendo il mio quesito “purtroppo quella bestiola è vera e in carne ed ossa!”

Non essendo avvezzo alle presentazioni, il suddetto essere peloso mi balzellò innanzi e, con fare navigato, mi porse il primo calice.

“Prosit…” mi disse “lei ha vinto un viaggio pensione completa nel Paese delle meraviglie. Ma prego! Si serva pure, per cominciare, del suo aperitivo. Se non gradisce, più avanti, c’è anche lo Stregatto col Cynar…”.
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14/09/2005

The Salentian Job

Era l'inizio di agosto, lo ricordo bene, quando un tal Perazzone da Biella (una erre e due zeta), un individuo alquanto pericoloso e privo di scrupoli, conosciuto anche come "la vipera" per la sua scarsa propensione all'indulgenza, mi sottopose mediante una breve telefonata (a detta sua non intercettabile), un losco affare consistente nel trasporto da una parte all'altra dell'Italia di un carico di prodotti culinari tipici milanesi.

"E' una proposta che non si può rifiutare" sentenziò sibilando come il rettile sopra citato. immediatamente la mia schiena fu percorsa dal più classico e romanzesco dei brividi gelidi. Ero in debito con lui per una questione di biglietti aerei low cost quindi, citando Guy Ritchie, mi teneva nel taschino.

Il lavoro consisteva in questo: giunto in possesso della merce meneghina avrei dovuto imballarla per bene nel mio bagaglio, un anonimo zaino da matricola blu privo di cartellino identificativo, quindi unirla sul posto ad una cassa di introvabile Ratafià piemontese e una sacca di preziosissimi orsetti gommosi da lui personalmente imballata, infine presenziare personalmente alla consegna in una località salentina non meglio precisata.

Accettai, del tutto incosciente dei pericoli che avrei corso a causa dell'ossobuco appeso alle mie spalle, ma ne andava della mia integrità fisica (maledetti biglietti elettronici!).

Le cose andarono decisamente male. Giunto faticosamente sul posto a causa di un ritardo aereo scoprì che la partita di gommosità era stata letteramente spazzolata da due sicari viestesi i quali, avendo fiutato l'affare e approfittando del mio ritardo, non persero tempo ad impadronirsi della merce, caricandola sulla loro Chevrolet bordeaux, e a darsi alla fuga.

Ma la cosa non si fermò qui. Sul luogo dell'incontro mi imbattei, a causa di una soffiata, in una pattuglia con tanto di cane antidroga di dimensioni enormi. Portava al collo un collare con una medaglietta indicante il suo nome, Baby (o Babie, non ricordo, di sicuro non Babe, come il famoso maialino). La belva, fiutando i nervitt nella mia sacca allertò i gendarmi con un assordante latrato. Ero spacciato, in preda alla dicotomica decisione che ogni criminale degno di questo nome dovrebbe imporre e non subire: o la borsa o la vita. Decisi per la seconda: persi l'intero carico mandando in fumo l'affare di Perazzone da Biella (una erre e due zeta).

Da quel giorno il malvivente dall'equivoco consonantico ha giurato di farmela pagare, cercando in ogni modo di farmi diventare parte della muratura di un famoso Ricetto. Oggi il colpo di grazia: svegliandomi, ho trovato nel letto un fallo di liquirizia insanguinato, segno che Perazzone (una erre e due zeta) è ormai vicino...che dio mi aiuti!

07/09/2005

The way to you

...l'amore ritrovato...

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31/08/2005

RITORNO A CASA

Eccoti Milano, detestabile città.

Terra del panettone e dei bauscia.

Afa d’estate, nebbia d’inverno, smog le restanti stagioni.

Unico luogo dove formica e cicala si uniscono in un’unica narcisistica specie.

Unico luogo dove si corre sempre senza mai andare da nessuna parte.

Si, sei proprio detestabile.

Ma io ti amo Milano, mia città.

Per me non sei la Milano “da bere”, stupidamente superficiale nei tuoi riti “discoteca ed aperitivo”, nè tantomeno la Milano “padana”, terribilimente ottusa e fiera del tuo essere “la città dove si lavora”.

Per me sei semplicemente una parte del mio cuore, della mia vita.

Amo il tuo essere troppo grande per definirti paese e troppo piccola per chiamarti metropoli.

Amo il sole mattutino che illumina il Duomo e filtra attraverso la cupola della Galleria, il rumore di passi femminili sui ciotoli di Brera, l’edera secca che ammanta il Castello, l’acqua tersa dei Navigli, la facciata austera della Scala, i palazzi “giallo risotto” che trasudano umidità e storia.

Ti amo perché, guardandoti bene, in fondo sembri essere ancora quella di un tempo.

Per un attimo quella degli Sforza e dei Visconti, poi quella dei caffè e delle Cinque Giornate, quindi quella di Piazzale Loreto.

Amo il tuo essere allo stesso tempo ruvida ed accogliente, grigia e sincera, caotica e romantica, altezzosa e nostalgica.

Ti amo Milano, mia città. 

 

09/08/2005

Via Vai

Alcuni tornano, altri partono...cambio della guardia a casa Andre.

Buone vacanze a tutti!

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31/07/2005

Passaggi di stato emozionali: sublimazione

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27/07/2005

17:00

IO ODIO LE CINQUE!

Odio quei maledettissimi diciassette battiti del campanile dietro casa che segnano l'ora in cui è completamente manifesto il fallimento del proprio pomeriggio, completamente sprecato davanti alla tv, al pc, sul divano o in auto.

Odio quell'attimo in cui il cervello inizia a percepire quel vago senso di intorpidimento simile a quando tieni la testa in una boccia per pesci (non che ci abbia provato...siamo intesi...) dovuto al fatto che nono lo si è usato per ben tre ore, da quando l'ultima scintilla neuronica scaturita dal proprio ipotalamo è stata utilizzata per contare i cucchiaini di zucchero da versare nel caffè del dopo pranzo.

E' un odio atavico quello per le cinque, ancestrale. Le odio probabilmente da prima che nascessi.

Odiavo l'ora del tè coi biscotti e del catechismo delle elementari.

Odiavo l'ora della fine delle partite e dell'arrivo del buio invernale mentre in motorino sprecavo benzina in giro.

Odio il non potere utilizzare più il pomeriggio facendo qualcosa di più che il semplice, anonimo ed insipido "giro" (Dove? Come? Perchè?).

Le odio anche ora, perchè è alle cinque che l'afa si fà sentire in camera mia.

E poi il traffico dei pendolari sulle strade, il mio cane che si sveglia e mi ruba le ciabatte...e giù il cervello che ti si inscatola...basta! 

IO ODIO LE CINQUE!  

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26/07/2005

Sketches

L’aria calda entra dal finestrino abbassato, insieme a quel classico odore di fieno appena tagliato tipico dell’estate. I raggi solari scaldano attraverso il vetro del parabrezza e infastidiscono nonostante le lenti azzurrate degli occhiali da sole.

Le maniche corte della camicia svolazzano, così come la cartina stradale che a stento si cerca di tenere salda con la mano divisa tra cambio e manopola del volume dell’autoradio.

Un filo d’erba in bocca, in testa un cappellino con l’aletta sgualcita dal tempo, una valigia mezza piena mezza vuota sul sedile posteriore, una giusta ed indispensabile colonna sonora…

…è bello sentirsi vivi…

…davvero…

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25/07/2005

Nuovo blog!

...benvenuto al FBRCT (fronte biellese radici ca tieni)...

....la nuova revoluciòn parte da Biella!

23/07/2005

Estate 2005

In attesa di riabbracciarci tutti giu' in Salento...

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Calciocalciocalciocalcio...

Quando si dice che il calcio è una malattia: tele e poggia piedi di casa Miri + birrozzo biellese marca Menabrea + tifo tipicamente da hinterland milanese + piazzetta da riposino pomeridiano in testa + padiglioni auricolari original Andre 

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= TROFEO TIM 2005

 

C'è chi si vestiva da power ranger e chi invece...

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...e con questa polverizzo la mia ormai misera reputazione....

premetto che era il CARNEVALE 1997!!! (quindi avevo 16 anni...beh...quasi 17...)

14/07/2005

Wonderland

Altro post dalla romantica ed onirica Stoccolma...

Si tratta di un'opera realizzata dell'artista Maja Spasova ed è parte di un progetto artistico chiamato "Secrets". Secondo me è molto affascinante...vi riporto quello che c'era scritto sulla targa visibile nella foto davanti ai miei piedoni...

CONFESSION FUNNELS & CONDUCTORS OF SECRETS

Tell your secrets here, the outspoken words land in the water and swim further to the great ocean of mysteries. Listen to and wait for an answer

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11/07/2005

Crazy Cows

Mentre la Miri è del tutto indaffarata a spulciare ogni pagina virtuale di qualsiasi sito inerente il suo serial tv preferito, ovvero tali "McLeod's daughters", in cui si narra la storia di tre ragazze alle prese con caprette partorienti e alpaca sputazzanti nella loro bella fattoria australiana, volgio farvi vedere altri (e decisamente più insoliti) bestie da allevamento svedesi...

...tutte queste mucche con evidenti difetti tricologici pigmentali sono disseminate nel centro di Stoccolma e sono opera di un famoso artista scandinavo di cui ovviamente ora mi sfugge il nome anche se, ve lo posso assicurare, ce l'ho sulla punta della lingua (non è assolutamente vero!)...belle vero?!?

09/07/2005

Meteo

Causa improvvise perturbazioni provenienti dai settori alpini si verificherà, durante tutto il fine settimana, un improvviso calo delle temperature estive medie stagionali. Si consiglia pertanto un abbigliamento autunnale...medium_febbraio_04_017.jpg

Maglie&Maglie

Per chi non lo avesse ancora capito...

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04/07/2005

Senza parole...

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03/07/2005

Herr Doktor...

Carissimi Paolo e Daniel, scusate questo "post" ma siete mitici in queste due foto!...

DOPO IL BLOG, IN UN FREDDO POMERIGGIO TRA LE UMIDE E UGGIOSE NEBBIE BIELLESI, HO DATO VITA A UNA SECONDA CREATURA! ECCOLA, IMMORTALATA DURANTE IL SUO PRIMO VAGITO VITALE:

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ED ECCO IL MIO INSEPARABILE ASSISTENTE IN QUESTA INCREDIBILE IMPRESA:medium_giugno_011.jpg

28/06/2005

28-6-03...28-6-05...

...piccola...
...
...dolce...
...
...unica...

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26/06/2005

E' PROPRIO LUI!!!

Herr Doktor Notarangelo dopo la superchicca del pittore Scarafaggio (e dopo il post su quelli di Liverpool) torna nuovamente nel mondo di Superquark per regalarci un altra perla!
L'UNICO...
IL VERO...
INIMITABILE...

IPNOOOOOOOOOOOOOOROSPOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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...bene..finalmente posso buttare quella schifezza di finta porcellana che ho in giardino...

24/06/2005

A day in the life...

40 anni fa...
velodromo Vigorelli...
ore 17,00...
7mila spettatori...
tutto comiciò con Twist and shoud...

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23/06/2005

Mondo cane...

Dopo la boiata dell'ipnorospo resto in tema faunistico presentandovi Charlie, l'essere che:
-è soggetto alle cure primarie a me teoricamente dedicate
-mi imbratta la camera col suo fetido e malsano pelo
-collabora coi ladri (fidatevi è successo veramente...)
-si rifugia impaurito nel box doccia rimanendovi incastrato (il nasone è un must di famiglia...)
-viene definito in termini giuridici "animale pericoloso"
-si dedica alla cultura del flowerpower (l'erba non se la fuma ma se la mangia)
-si vende per una fetta di prosciutto (crudo o cotto è uguale purchè privo a bordi di grasso)
-se gli scappa è di sicuro in casa e sono le 5.00 ora di Greenwich

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Quando te lo dirò io...

Per chi si fosse perso la mitica puntata di "Futurama"...ecco a voi l'ipnorospo

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21/06/2005

The day after...after...the day after....

Mi ci sono voluti due giorni di sonno misto completo ottenebramento mentale per smaltire i "quattro passi" di sabato sera alla notte bianca, cercando un evento che non finisse nel momento stesso in cui mettevo piede nelle sue vicinanze, ed ora eccomi qua, spronato a postare qualcosa dall'unico fan del mio blog (un tale Perazzone da Biella...mah...sarà un nome finto o che cosa?!?).
Ora penso di dover andare a manetta dalla Miri perchè sono in un ritardo tremebondo...la scena di me in auto si può riassumere così:
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...speriamo di non incontrare il Barone Rosso in Maserati...quello al semaforo della comasina mi dà sempre la birra...

17/06/2005

Comincia il viaggio

...Comincia il viaggio...
...scegliete il mezzo a voi più adatto...

(...ehm...i piedi sono della Miri...)





16/06/2005

Ricominciamo...

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...credo che non ci sia giorno migliore per ridare lustro al mio vecchio blog...
...ma non facciamo pazzie anzi, il modo migliore è procedere per piccoli passi...
...e allora, approfittando dell'insolita fortuna concessa da una incredibile coincidenza astrale...
...
RICOMINCIAMO!
...

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